Stelle cadenti o Perseidi?

L’umanità ha sempre guardato il cielo e cercato di comprenderlo, assegnando nomi agli astri e proponendo spiegazioni per i fenomeni celesti osservati.

Trai i più suggestivi ci sono certamente le “stelle cadenti”, considerati astri che, staccatisi dalla sfera celeste, precipitavano al suolo. Oggi sappiamo che il motivo è ben diverso, ma l’uso del nome stella cadente è rimasto in voga, anche grazie al suo immediato potere evocativo.

In realtà, ciò che chiamiamo “stella cadente” altro non è che un meteoroide, un oggetto minuscolo, tipicamente polvere o roccia, che viene attirato dalla forza di gravità della Terra e cade a gran velocità. Mentre attraversa l’atmosfera terrestre, l’attrito con le molecole d’aria lo brucia in pochi secondi producendo la scia luminosa che vediamo. Ogni giorno è possibile vedere meteore perché la Terra è continuamente colpita da questi piccoli frammenti; in alcuni periodi dell’anno il fenomeno si intensifica dando vita a un vero e proprio sciame meteorico.

Perché si vedono ad agosto?

L’incrocio tra l’orbita della Terra e l’orbita della Cometa. Credit: American Meteor Society

Lo sciame meteorico delle Perseidi, le cosiddette “Lacrime di San Lorenzo”, è creato da minuscoli frammenti della cometa Swift-Tuttle. Ogni anno la Terra incrocia l’orbita della cometa e attira questo pulviscolo, che cadendo brucia in atmosfera lasciando una scia luminosa.

La Swift-Tuttle è una cometa con un periodo orbitale di circa 133 anni. Lungo la sua orbita, la cometa lascia dietro di sé minuscoli frammenti di polvere e ghiaccio, che vengono intercettati dalla Terra al suo passaggio. La Terra incrocia l’orbita della cometa tra il 12 e il 13 agosto: in questi giorni si ha il picco dello sciame, anche se si vedono numerose stelle cadenti per tutto il mese.

L’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli fu il primo ad associare lo sciame delle Perseidi alla cometa Swift-Tuttle dopo il suo passaggio al perielio (minima distanza dal Sole) del 1862. La cometa è passata al Perielio nel 1992, rifornendo di pulviscolo la sua orbita. Il prossimo passaggio è previsto intorno al 2126!

Perché Perseidi?

Foto a lunga posa delle Perseidi. Credit: mLu.fotos-from-Germany

Le piogge meteoriche prendono il nome della costellazione dalla quale sembrano provenire: per le Perseidi la costellazione è quella di Perseo, il l’eroe della mitologia greca.

In realtà le Perseidi si osservano in ogni zona del cielo. Sembrano però originarsi in un determinato punto (detto radiante) che si trova nella costellazione di Perseo.

Allo stesso modo a metà novembre abbiamo il picco delle Leonidi, che sembrano provenire dalla costellazione del Leone e sono dovute al passaggio della cometa Temple-Tuttle.

In un anno ci sono molti sciami meteorici; sul sito della NASA si può consultare un elenco dei principali sciami annuali.

Consigli per l’osservazione

Il luogo migliore per osservare gli sciami meteorici è lontano dalle luci delle città, che impediscono di osservare le scie più deboli. L’ideale è un prato con orizzonte libero e con pochi alberi che ostruiscano la visuale.

Le Perseidi si osservano meglio nella seconda parte della notte, quando la costellazione di Perseo è alta sopra l’orizzonte. Il numero di meteore varia a seconda della nuvolosità, della vicinanza alle luci cittadine, alla presenza o meno della Luna, che con la sua luce può disturbare l’osservazione. In condizioni ideali si possono vedere fino a 60/100 eventi  in un’ora.

Nel 2018 la Luna sarà nella fase di “Luna nuova”, pertanto non sarà visibile, condizione migliore per godere appieno della visione delle Perseidi.

Le lacrime di San Lorenzo

La tradizione cristiana associa le Perseidi a San Lorenzo, Arcidiacono di Roma e martire il 10 agosto 258. Secondo la credenza egli fu bruciato con una graticola sul fuoco, da cui nacque l’associazione tra le “stelle cadenti” e le lacrime del Santo oppure i carboni ardenti del fuoco del martirio.

 

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