La Luna di Giovanni Plana

Conferenza sull’astronomo Giovanni Plana e osservazione della Luna al telescopio

Venerdì 14 giugno 2019, ore 20.30

Palazzo Madama – Gran Salone dei Ricevimenti

Piazza Castello – Torino

Prenotazione sulla piattaforma EVENTBRITE

Nel 2019 ricorre il 50° anniversario del primo sbarco dell’uomo sulla Luna, con la missione Apollo 11. Uno degli eventi più straordinari nella storia dell’esplorazione spaziale e dell’umanità che ha già attivato e attiverà iniziative e celebrazioni in tutto il mondo.
Infini.to – Planetario di Torino dedica ampio spazio a questo anniversario, con un ricco programma di eventi ed attività.

Infini.to – Planetario di Torino, Museo dell’Astronomia e dello Spazio, in collaborazione con Palazzo MadamaMuseo Civico d’Arte Antica di Torino e con l’Accademia delle Scienze di Torino, organizza un evento in onore dell’astronomo piemontese Giovanni Plana (1781 – 1864).

Vissuto nel XIX secolo, lo scienziato è stato docente di Astronomia all’Università di Torino e ha dedicato molti dei suoi studi alla Luna. All’interno della Cappella dei Mercanti di Torino è custodito il Calendario Meccanico Universale, considerato da molti come il primo computer mai costruito, che, grazie a un sistema molto ingegnoso e preciso, permette di ricavare informazioni riguardanti lunazioni e maree ed è in grado di identificare un giorno qualunque dall’anno 1 fino al 4000. A lui si deve la fondazione dell’Osservatorio Astronomico torinese, che oggi ha sede a Pino Torinese, posizionato ai tempi di Plana su una delle torri romane di Palazzo Madama, proprio nel centro di Torino, e diretto dallo stesso scienziato per oltre cinquant’anni.

Proprio all’interno di Palazzo Madama, nel Gran Salone dei Ricevimenti, Attilio Ferrari (Università degli Studi di Torino), Livia Giacardi (Accademia delle Scienze di Torino) e Alberto Conte (Accademia delle Scienze di Torino) coinvolgeranno il pubblico raccontando gli studi e le scoperte dell’astronomo piemontese e l’affascinante intreccio storico e scientifico che lega la Luna al nostro territorio, a Torino e al Piemonte, in un percorso tra storia, scienza e tecnologia.

A conclusione della serata sarà possibile, in caso di bel tempo, osservare la Luna dalla torre panoramica di Palazzo Madama attraverso un telescopio, guidati dal team di #seguilaluna. La torre da cui verrà condotta l’osservazione ha una capienza limitata e sarà accessibile solo alle prime 65 persone prenotate.

Plana astronomo
Attilio Ferrari
Università degli Studi di Torino

Giovanni Plana fondò il primo Osservatorio Astronomico di Torino nel 1822 sui tetti di Palazzo Madama dove abitò fino alla morte nel 1864. Plana, di Voghera, era divenuto astronomo su sollecitazione del torinese Joseph-Louis Lagrange che, avendolo avuto come studente all’École Polytechnique a Parigi, lo propose nel 1811 come professore di astronomia all’Università di Torino all’età di 29 anni. Gli studi a Parigi lo avevamo reso esperto negli aspetti più avanzati della scienza dell’epoca, in particolare nella fisica teorica e nella matematica. Nel 1821 fu sollecitato da Barnaba Oriani dell’Osservatorio di Brera a partecipare ad un concorso lanciato dall’Académie des Sciences su proposta di Simon de Laplace per migliorare il calcolo dell’orbita della Luna da confrontarsi con le misure osservative al fine di confermare ad accuratezze sempre maggiori la teoria della gravitazione di Newton. Plana calcolò il moto della Luna tenendo conto tra le cause che perturbano il moto ellittico della Luna – che viene imposto all’ordine zero dalla sola attrazione terrestre – non solo dell’attrazione solare, ma quella di tutti gli altri pianeti e la non sfericità della Terra e della Luna stessa. Una soluzione analitica è impossibile, come era stato appunto dimostrato da Lagrange, e Plana ricorse al metodo delle approssimazioni successive con un lungo e metodico lavoro. I risultati di Plana ebbero grande risonanza internazionale, e si inserirono nelle ricerche sulla dinamica di sistemi a molti corpi che portarono alla moderna teoria del caos. Oggi le soluzioni sono possibili sui potenti calcolatori numerici e mostrano come il nostro sistema solare sia intrinsecamente caotico e possa portare a collisioni planetarie su scale di miliardi di anni. Anche se il metodo di Plana ne è stato solo l’inizio, possiamo dire che lo studio più accurato della dinamica della Luna e dei pianeti è nato sui tetti di Palazzo Madama: comprendere la dinamica del sistema solare ha permesso di sviluppare quelle tecniche che oggi permettono alle sonde spaziali, anche proprio quelle costruite a Torino, di viaggiare negli spazi interplanetari. Infine va ricordato che la prima prova della teoria della relatività generale di Einstein fu proprio 100 anni fa lo studio del moto di Mercurio dopo che tutti i calcoli basati sulla teoria newtoniana e gli effetti a molti corpi avevano fallito di spiegare accuratamente la precessione del perielio del pianeta. Quello di Plana fu dunque un primo piccolo grande passo nella storia della dinamica cosmica.

Giovanni Plana da giovane ribelle a scienziato di livello internazionale
Alberto Conte e Livia Giacardi
Accademia delle Scienze di Torino

Seguendo come filo conduttore le vicende biografiche di Plana (1781-1864) verrà mostrato come la forte determinazione e la capacità di muoversi con maestria fra vari settori delle matematiche pure e applicate lo abbiano portato a grandi onori: la direzione dell’Osservatorio Astronomico torinese, i premi internazionali, la direzione degli studi scientifici della Scuola di applicazione, la presidenza dell’Accademia delle Scienze, l’affiliazione all’Académie des sciences di Parigi.
Determinanti nella sua formazione di scienziato furono gli anni di studio alla École centrale di Grenoble prima e all’École Polytechnique a Parigi poi. Stendhal, che fu suo compagno di studi a Grenoble, scriveva di lui: «Pour Plana, si rien ne le détourne, il sera un grand homme dans dix ans; j’ai le plaisir d’être son ami intime ». Il pronostico che si avvererà nel giro di un ventennio.
Infatti il periodo più fecondo dell’attività scientifica di Plana inizia negli anni venti e culmina nel 1932. Due grandi imprese caratterizzano questo periodo: la misurazione in Savoia e in Piemonte di un arco del parallelo medio tra l’equatore e il polo, operazione svolta con la collaborazione di scienziati francesi e svizzeri; e soprattutto la determinazione su base teorica delle tavole del moto lunare, impresa iniziata con Francesco Carlini e terminata da solo con la pubblicazione del ponderoso trattato Théorie du mouvement de la lune (1832). Quest’opera, che più di ogni altra gli assicurò fama duratura, mostra un’eccezionale abilità di calcolo e una padronanza degli strumenti matematici confermata sia da alcuni articoli di analisi matematica, sia da sei corposi quaderni manoscritti che gettano nuova luce sulla sua opera.
Plana non è però lo scienziato nella torre d’avorio, ma vive pienamente il suo tempo caratterizzato da cambiamenti politici e da fermenti culturali. Di sentimenti liberali da sempre, nel 1819 fu tra i collaboratori del gruppo milanese del Conciliatore a fianco di Silvio Pellico e di Giovanni Berchet. Durante la reazione che seguì i moti del 1821 rischiò di perdere la cattedra per le proprie simpatie politiche insieme al chimico Antonio Giobert. Contribuì con articoli di divulgazione scientifica alla rivista Letture popolari, rivolta all’educazione delle masse e realizzò uno straordinario calendario perpetuo che oggi si può ammirare nella Cappella dei Mercanti in Torino.

INFORMAZIONI UTILI E ORARI

Ore 20.30 conferenza

Accesso a Palazzo Madama dalle ore 20.00 alle ore 20.30

Osservazione della Luna dalle ore 22.00 alle ore 23.30 suddivisi in 3 gruppi.

L’evento è GRATUITO

Prenotazione sulla piattaforma EVENTBRITE